home NG Primo Piano, NG Galateo In un incontro di golf, anche in veste alpina, lo stile vince sempre! (a cura di Barbara Ronchi della Rocca)

In un incontro di golf, anche in veste alpina, lo stile vince sempre! (a cura di Barbara Ronchi della Rocca)

 

Benché dall’aura leggermente appannata da un tentativo di democratizzazione (tra l’altro vano perché la Nike, è notizia recente, si è ritirata dalla produzione dell’attrezzatura da golf intesa come mazze, palline e sacche, a riconferma che resta uno sport d’élite per eccellenza), è bene ricordarsi che il golf è, da sempre, un punto fermo dello chic, perché  l’ultimo baluardo di un “dress-code” ferreo e inappellabile. Secondo cui potete salire sul green con gli abiti che indossereste per una bella passeggiata in campagna, scarpe a parte. Ma attenzione alle regole ferree: niente  T-shirt due taglie più grandi,  top scollati, jeans e cappelli  da baseball girati  all’indietro: l’outfit  giusto è fatto di maglie rigorosamente col colletto, pantaloni lunghi o bermuda al ginocchio (per l’esattezza, la gamba non deve misurare meno di 39 centimetri!), calze  che coprono la cavig. E niente di stazzonato, o volutamente strappato o dall’ effetto ‘dirty’, ma anche  di  sexy o  peggio ancora “frou frou”.  Tutte queste norme  -nate quando i tennisti vestivano rigorosamente di bianco (a Wimbledon le regole non sono ancora cambiate) e con i pantaloni lunghi, si  scandalizzavano  davanti alle magliette inventate da Monsieur Lacoste – sono scritte su pannelli che troneggiano in tutti gli spogliatoi, quindi non si può neppure trincerarsi dietro il comodo alibi del “non-me-l’avevano -detto”.  E, anche se i cartelli non  lo dicono,  non si può entrare  nel bar  e nel ristorante della Club-House senza  aver fatto prima la doccia, essersi cambiati d’abito  e aver spento  il cellulare. Perchè il golf  detta  anche norme – molto  tradizionali – di  buon gusto  e buona educazione.

Ma perché, se i tennisti  si permettono di tutto, a livello di abbigliamento, ma anche sputacchi, gestacci e grugniti in campo, al golfista del Terzo Millennio è ancora chiesto il garbo di un gentiluomo d’altri tempi? Perché  in un ambiente di bellezza naturale e silenzio, di  movimenti e gesti eleganti, non c’è spazio  per  chi privilegia  la comodità sullo stile.  E’ chiedere troppo? No, se  in cambio si offre il privilegio di frequentare luoghi molto chic  e di entrare  a far parte di una community piacevole, e insperatamente democratica:  sul green possiamo incontrare e trattare da pari a pari i grandi della terra, che ci giudicheranno solo da come eseguiremo i colpi, e non  dal blasone o dal conto in banca. Ci pensino, le signorine in cerca di un buon partito: fu in questo modo che una sconosciuta e bruttina pittrice francese  over 30 si accaparrò un prestante e ricchissimo quarantenne,  sir Sean Connery. Basta non rovinare tutto cedendo alla tentazione  di scattarsi un selfie davanti alla buca 9 dopo aver imbucato….

Barbara Ronchi della Rocca

barbararonchidellarocca@neveglam.com

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