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Variazioni sullo champagne… (a cura di Barbara Ronchi della Rocca)

Certe tradizioni non moriranno mai, magari, con il nuovo millennio, semplicemente si rinnovano. Se  il ‘tea-time’ scocca fatalmente alle 17 in punto, ora universale, rimangono pur sempre altre 23  ore per assaporare lo champagne, ma questa volta in tutte le sue irresistibili declinazioni. Considerato un classico al momento dell’ aperitivo, perché compagno fedele di invitanti stuzzichini e snack, ora lo si gusta sempre più spesso non solo nella versione classica, ma anche nelle sue piacevoli varianti, a seconda del momento e dell’umore. Se vi sentite “socialite”, perché non sorseggiarlo in versione “piscine”,  affogato nel ghiaccio (come accade nei locali più esclusivi di Montecarlo); se, invece, siete in un ‘mood’ ‘salutista’, arricchitelo con chicchi di melograno o  con  due cucchiai di sciroppo di sambuco, supervitaminico. Personalmente, adoro i bartender che  decorano ogni  flûte  con un cubetto di ghiaccio colorato (ottenuto lasciando gelare nelle vaschette apposite fragole, lamponi o mirtilli passati), che sciogliendosi lentamente profuma la bevanda.

Le bollicine dal fine perlage vanno assaporate a piccoli sorsi, tenendo la flûte, o ancor meglio la coppa,   per il fondo; solo ai sommelier e agli assaggiatori professionisti è permesso di impugnare  lo stelo.

A tavola l’accoppiata classica è con piatti di  pesce  e  primi leggeri, ma consiglio di provare  anche “matrimoni” meno scontati, come quello con gli affettati (persino la mortadella!).  E perché non concedersi il lusso di   bere sotto le feste natalizie champagne  a-tutto-pasto? In questo caso ce lo faremo   servire  in un normale bicchiere da vino, perché   riempire continuamente la flûte  alta e stretta è poco pratico, ma soprattutto perché  il vero  lusso deve  essere un modo per  distinguersi, non per farsi notare dai vicini di tavola. L’unico “no” senza riserve è  con il dessert, che richiede, invece, un vino dolce o semidolce.

Chi non teme di infrangere le ‘British traditions’ più sacre, ordinerà, giunte  ‘five-o’-clock’, un  raffinato e ‘pétillant’ cocktail champagne a base di thé,  ‘tea-infused-champagne-cocktail, animato da preziose bollicine francesi, da non confondere con il bubble tea‘ (tè-con-le-bollicine”) o ‘pearl-tea’ bevanda con latte e perle di tapioca. Una specialità dell’isola di Taiwan, il cui unico pregio è di essere considerata salutare.

Barbara Ronchi della Rocca

barbararonchidellarocca@neveglam.com

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