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#PostSanValentino #1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’era delle Post Verità e dei Post, tout court, quelli che impazzano sui Social, anche un #PostSanValentino merita un suo spazio, soprattutto se ha avuto un lieto fine…

Perché l’ Amore, come negarlo, merita sempre uno spazio in Prima Pagina sul nostro diario, che ormai, nell’era della tecnologia digitale, non è più quello di carta ma  è diventato Facebook: tutto da esibire, da condividere, da discutere online.

Sempre che non abbiate scelto di affidare le vostre memorie e le vostre recenti conquiste alle pagine fruscianti degli  ‘Scrapbook’, quella nuova generazione di album dalla copertina personalizzata, gonfi a dismisura di foto e ritagli, da custodire gelosamente in un cassetto e mostrare solo a chi si vuole e quando si vuole, magari davanti a una tazza di thé fumante.

Già l’amore…quella forza struggente e dalla magica alchimia capace di spazzar via ogni ostacolo, quante volte è stato scritto e detto e sussurrato alle orecchie dell’amata o dell’amato; quel fuoco eterno, divino, vincolante capace di ammaliare come le fiammelle che si agitano e danzano in un braciere, alimentato da fasci di ramo d’ulivo, rischiarando la notte più abissale.

L’amore che fa ‘toc toc’ sulle spalle e che alla fine arriva quando meno te l’aspetti…

Già ma sono rari i nomi, sulla scena del gioiello contemporaneo, a farsi coraggiosi interpreti proprio del simbolo dell’amore, il cuore, appunto; capaci di imprimere e per sempre nelle forme di un monile, la stessa forza, passione, vigore e coraggio che proviamo in noi quando ci innamoriamo. Che sanno distillare, come l’acqua dai ghiacciai eterni, quella purezza di linee,  quella forza e quello splendore intrinseche nei metalli nobili esposti al fuoco (tormento) della fucina.

Ecco allora farsi avanti la collezione di anelli-scultura, Ring Heart, dall’impatto visivo unico, immaginifico di Francesca Mo, jewel-designer milanese, dal talento straordinario,  la cui esperienza artistica, maturata in vari ambiti, dal minimalismo all’arte povera, si concretizza in questa serie di nuovi oggetti del desiderio, il cui leit-motive resta l’equilibrio di colori, di forme, e di materiali lavorati con mania certosina.

Non a caso i suoi lavori ricevono il plauso della critica sulle maggiori riviste italiane e straniere.

 

Nelle immagini, qui riportate,  una serie di anelli e un ciondolo in caucciù da lei realizzati, scelti dalla torinese Silvia Tardy, una delle protagoniste più attive in Italia nella divulgazione della cultura e degli eventi legati alla promozione del gioiello contemporaneo e dei suoi designer più influenti. Sua l’iniziativa di Taj, Torino Art Jewellery, la prima edizione del salone del Gioiello Contemporaneo allestita negli ambienti altisonanti dell’archivio storico di Torino.

Disponibili su ordinazione da Internocortile nei nuovi spazi di via Fratelli Calandra, 7/d, a Torino, la cui inaugurazione avverrà sabato 18 febbraio.

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