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Dove brilla lo Streetwear!

 

 

September 8, 2017

by Albert Valloni

 

Tutto quello che c’è ancora da sapere e da vedere  sui fenomeni dello Streetwear e dello Streetstyle (e non è poco)  lo scopriremo  in occasione del  Maze Festival, a partire da oggi  e sino all’11 settembre.  

Courtesy of Vans La silhouette della testa dello stilista Karl Lagerfeld riprende il celebre motivo a scacchiera sulla tela delle sneakers.

 

 

A Torino, in piazzale Valdo Fusi, (denominata non a caso skate-park dai Millenials) prenderà il via una kermesse di sfilate, talk e mostre di griffe internazionali che corteggiano il trend più cool del momento. Tanto che stilisti conosciuti a una più ristretta cerchia  di giovani, legati appunto alla street-culture (un mondo a sé che spazia dai rapper agli skater ai graffitisti, dall’hip-hop allo street-basket, dallo snowboard sino al parkours, ecc.) stringono alleanze con mega-brands. E’ il caso di Louis Vuitton con Supreme, Tommy Hilfiger con Vetements e Burberry che di recente ha annunciato in occasione della passerella autunno inverno prossimo, una collaborazione con il giovane e talentuoso  Gosha Rubchinskiy.

Gosha Rubchinskiy per Burberry: lo street style in versione gentleman!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una fascinazione giustificata dai numeri: secondo le ultime analisi economiche, la generazione dei Millenials e quella precedente chiamata generazione Z, (nata tra il 1995 e il 2001, poco prima del crollo delle torri gemelle) entro il 2025 rappresenterà una fetta consistente di mercato pari al  45 per cento sul totale degli acquisti dei brand legati al lusso.

Jennifer Caodaglio, CEO di MAZE

Ma è connessa anche alla voglia di nuovo, per quel fenomeno chiamato ‘drop‘, ovvero la presentazione di nuovi modelli sul mercato scandita in maniera quasi settimanale, e dalla produzione centellinata, (per un effetto ‘limited edition’) in modo da attirare l’attenzione dei ‘consumers’ sui siti web e sui social (che nei giorni in cui avviene l’esordio dell’accessorio o del capo di moda, aumentano le visite sino al mille per cento).

Torino mostrerà il volto migliore  dello Streetwear a cominciare dal calibro delle griffes invitate all’evento di Maze (da Off-White che ha fatto il restyling di una linea di Nike, a Vans che di recente è uscita con una collaborazione con il grande stilista Karl Lagerfeld per la produzione di sneakers ‘checkered’ a scacchi e con la silhouette della sua testa moltiplicata a tatuare la  tela, ma anche Stone Island, Fila, Kappa e K-Way, Fred Perry).  

Inoltre spazio alle giovani promesse italiane dello Streetwear come Bad Deal e Dream Yourself (I’m a Dreamer). E come special guests, il collettivo Holyland Civilians, emerso in occasione della Gindi Tel Aviv Fashion Week di quest’anno.

 

Che il Festival abbia allora inizio e non perdetevi la cornice di eventi durante le tre giornate, fatta  anche di esibizioni, contest, conferenze, esposizioni artistiche, laboratori e workshop dedicati alle espressioni contemporanee della cultura urbana.

 

GRAFFITI POWER! Al Maze Festival di Torino (8-11 settembre). Un lungo week-end di cultura da strada.

PIAZZALE Valdo Fusi e nei locali della  Ex Borsa Valori

8-9-10-11 settembre 2017

 

 

 

L’ingresso al Maze Festival nei locali dell’ex Borsa Valori di Torino: talk, sfilate, anteprime campionari, e un fiume di cocktails!

WHO’S WHO 

MAZE. con il patrocinio del Comune di Torino, della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino, dell’Ascom Confcommercio con il contributo dei main partners Urban, Point Break, HUB Style e Satispay e in collaborazione con Casa OZ, il Festival ideato e creato dall’Associazione Interculturale Multiethnic Media,  in collaborazione con STUDIO2fashion Events, nel settore della moda internazionale. 

DICTIONARY

Lo Streetwear è nato dalla ‘surf & skate-culture‘ di Los Angeles tra la fine degli Anni ’70 e l’inizio degli Anni ‘80, ed è il mix di diversi stili e approfondimenti culturali: West Coast mood, snowboard & mountain sport, fotografia, musica sperimentale, design, ma anche la sub-culture urbana degli Eighties con i graffiti e l’hip hop. Simbolo della streetculture, più di altri trend crea un senso di appartenenza e di identificazione perché comunica in modo semplice e spontaneo chi si è, ma soprattutto da dove si proviene. Negli Anni ’90 si impone nel fashion system internazionale dettando tendenze e regole di mercato e dal 2000 ad oggi ha catturato l’attenzione di brand del calibro di Fendi, Prada, Gucci e Louis Vuitton che hanno iniziano a produrre linee dedicate.

 

IN PROGRAMMA

All’evento torinese il fashion ha il suo apice venerdì 8 settembre. Si inizia alle ore 12.00, negli spazi dell’Ex Borsa Valori, per proseguire, alle ore 18.00, con un talk in cui Domenico Romeo, street artist e direttore creativo del rinomato brand di streetwear Off White conversa con Mattia Ruffolo I-D Vice Italia testata online, leader nel settore, che si occupa di tendenze di street fashion e lifestyle. Domenico Romeo parla dell’evoluzione dello streetwear e della sua caratteristica fluidità, in continua trasformazione. Analizza come le identità originali dei brand vengano reinterpretate dai consumatori portando alla nascita di nuovi trend che spesso si intrecciano con musica, discipline sportive e lifestyle. Prendendo ad esempio le esperienze di marchi iconici come Stone Island, Off-White e Supreme spiega il significato di streetwear e di come alcune tendenze (spesso provocatorie e sub-culturali) nate in maniera spontanea abbiano ispirato e continuino ad essere terreno fertile per un mercato che oggi fattura decine di miliardi di dollari.

לסדר מפתח בין הדפס לתחתית של החולצה

Alle ore 19.00, nella stessa location, sfilano i designer emergenti israeliani Holyland Civilians, collettivo emerso dopo la partecipazione alla quinta edizione della Gindi Tel Aviv Fashion Week, che sta suscitando grande interesse nel settore.

A seguire, in passerella tutti i brand che espongono nell’area fair durante i quattro giorni: dai big internazionali come Fila, Fred Perry, Kappa, K-Way e New Era agli italiani Bad Deal e Dreamyourself.

Bright Trade Show Berlino (dal 2005 la mostra per eccellenza dedicata allo Streetwear), 16-18 gennaio, 2018.

Dalle ore 21.00 l’evento aperitivo a cura di Fred Perry con la sonorizzazione di Broke One, dj house di fama internazionale, e a partire dalle ore 23.00 MAZE si sposta al Big club per una serata in collaborazione con Snobiety, nuovo format one-night dedicato alla black music.

Sabato 9 alle ore 14.00, sempre all’Ex Borsa Valori, Franco Pagetti – fotoreporter e fashion photographer per Vogue Italia, L’Uomo Vogue e altre testate del gruppo Condé Nast oltre che autore della campagna Fall-Winter 2016-2017 di Dolce&Gabbana tiene invece una lecture, co-presentata dall’ Istituto Europeo di Design, sull’etica della fotografia nella moda e nella cultura moderna.

Lunedì 11 alle ore 11.00, nella stessa location, Carlo Rivettipresidente di Stone Island, uno dei brand più influenti ed innovativi nell’ambiente fashion internazionale – è ospite di un incontro esclusivo, riservato a buyers e press solo su invito, che lo vede conversare sulla propria esperienza e visione del fashion contemporaneo.

 

Special Guests

Domenico Romeo

Nato e cresciuto a Palmi (RC) e attualmente di base a Milano, è artista, graphic designer e art director attivo nell’industria della moda e delle arti grafiche. Vanta collaborazioni con brand del calibro di NikeLab, Hood By Hair per il quale ha ricoperto il ruolo di Graphic Designer, Off-White c/o Virgil Abloh dove da qualche anno è Head Graphic Designer. Il background nella street-art e la passione per le varie sottoculture emergono nel suo lavoro, un’intricata rete di contenuti che incontrano l’interesse dell’audience contemporaneo. Come artista incentra la sua ricerca sul nuovo segno calligrafico astratto, come esigenza di un linguaggio diverso dove niente viene esplicitato, ma tutto potrebbe essere sentito. Il suo lavoro si basa sulla necessità di parlare a se stesso. Le lettere si accatastano componendo lunghe frasi e talvolta disegnano silhouette di oggetti o di animali. Il tutto immerso in geometrie galattiche appartenenti ad universi altri ed interiori.

Segno, gesto, flusso. Queste tre parole, sulla homepage di Domenico Romeo, racchiudono il senso della sua estetica e nel pronunciarle tutte e tre, consecutivamente, si ricrea davanti agli occhi la ripetizione di caratteri neri su fondo bianco che caratterizzano il suo linguaggio. I muri di Domenico Romeo parlano di spiritualità, di contrapposizione tra luce e buio, di una ricerca personale e intima che segue il ritmo di una danza. Un rito liberatorio, una formula magica, una litania estetica e mistica che parte dal segno.

Domenico Romeo

 

Franco Pagetti

Nato a Varese nel 1950, dopo aver studiato chimica a Milano lavora presso l’Università di Chimica della città. Nel 1980 abbandona il settore per dedicarsi alla fotografia di moda, dapprima come assistente a New York e a Parigi, poi collaborando con Vogue Italia, L’Uomo Vogue e altre testate del gruppo Condé Nast. Si occupa parallelamente di reportage fotogiornalistico, pubblicità e moda fino 1997 anno in cui si dedica esclusivamente al fotogiornalismo. I suoi reportage sui conflitti nel mondo, che lo hanno visto prigioniero in Afghanistan, fanno di lui uno dei fotografi di guerra più importanti dei nostri tempi e vengono pubblicati dai più prestigiosi magazine e quotidiani internazionali: Time, Newsweek, The New York Times, The New Yorker, Stern, Le Figaro, Paris Match, The Times of London. La sua recente collaborazione con Dolce & Gabbana, per scattare l’ultima collezione dell’iconico fashion brand a Capri, ha suscitato l’interesse delle maggiori testate internazionali quali New York Times, Telegraph, Internazionale.

 

Carlo Rivetti

È presidente di Stone Island, uno dei brand più influenti ed innovativi nell’ ambiente fashion internazionale, in continuo dialogo con la modernità senza mai perdere la propria identità e visione dagli anni 80 ad oggi. Un marchio adottato dalle sottoculture di tutto il mondo che si sono riconosciute nel particolare stile “casual”, sempre molto raffinato ed alla ricerca di nuove soluzioni tecniche e stilistiche. Oggi Stone Island è il brand favorito da rap star internazionali come Drake e Travis Scott. “Stoney”, com’è stata ribattezzata dai numerosissimi fan inglesi, può vantare collaborazioni con alcuni tra i brand più iconici al mondo, da NikeLab a Supreme, e si presenta oggi come una delle realtà più solide sul panorama internazionale.

 

 

Holyland Civilians

Coppia nel lavoro e nella vita, fin dagli anni dello Shenkar dove si sono diplomati nel 2010, due figli insieme, gli Holyland Civilians hanno lavorato tre anni come designer di scarpe per United Nude prima di aprire uno studio a Giaffa. Proprio da questo microcosmo a sud di Tel Aviv, dove più che altrove ebrei, musulmani e cristiani vivono gli uni accanto agli altri, viene il nome del brand. “Non è una questione politica, è più un sogno, una speranza, che abbiamo trasposto con umorismo e leggerezza in uno stile streetwear”.

holylandcivilians

 

Broke One

Dj di fama internazionale dopo una serie di pubblicazioni sull’etichetta Bmkltsch Rcrds di Amsterdam, Broke One ha viaggiato nel continente europeo come dj, portando le sue cosmiche vibrazioni di tarda notte in tutto il mondo da Oslo a Varsavia e Napoli. Ha collaborato nella realizzazione di remix per artisti come Steve Strip, Urulu, Little Freaky Things and When Saints Go Machine.

INFO: Maze Festival

h.10.00-22.00 area Piazza Valdo Fusi e spazi Ex Borsa Valori

LOCALI PARTNER

Jazz Club, Piazzale Valdo Fusi: h. 22.00-02.00

Big Club Corso Brescia, 28

 

Guarda il video:

(Si ringrazia per la collaborazione Barbara Odetto)

 

 

 

 

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