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A Torino, tutto il bello dell’Eco & Sostenibile in un Green Pea!

 

L’uso del legno è un leit-motive all’interno e all’esterno del retail Green Pea; ricavato, in gran parte, dagli alberi abbattuti nelle foreste della Val di Fiemme dopo eventi climatici  devastanti, ma anche recuperato come legno morto da cascine o grange dismesse, viene poi lavorato per farne parquet in legno ma anche travi. Restituendole una seconda vita ‘ecologically-correct’.

 

Events

by Rosalba Graglia

December 5, 2020

 

E finalmente arriva a Torino Green Pea! La prima notizia è che apre il 9 e non l’8 dicembre, come era stato promesso da tempo: l’8 è un giorno di festa e le norme di chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi hanno fatto slittare di un giorno la data. In ogni caso tutto è pronto e l’anteprima stampa ha svelato cosa c’è dietro quell’edificio che abbiamo visto crescere come una eco-propaggine di Eataly, uno spazio innovativo e sostenibile che respira e fa respirare, come fosse un organismo naturale, avveniristico, estetico: praticamente la trasposizione architettonica del motto guida del progetto di Oscar Farinetti & family: from duty to beauty.

From duty to beauty: 15.000 m² su 5 piani, dedicati a cambiare il rapporto con l’energia, il movimento, la casa, l’abbigliamento e il tempo libero. Più di 100 Partner e un pisello verde su ogni prodotto in vendita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo ha detto chiaramente Farinetti: “siamo in una società dei consumi, e quello che possiamo/dobbiamo fare è indirizzare il commercio verso valori utili al benessere vero, che può esistere solo se in equilibrio con gli altri umani. Il 90% degli scienziati ci dice che il nostro modo di consumare è diventato incompatibile. Da un lato produciamo energia immettendo nell’atmosfera una quantità di CO2 eccessiva che altera il clima, da un altro lato costruiamo oggetti e produciamo cibo inquinando terra, acqua e aria, da un altro ancora non smaltiamo i rifiuti in modo corretto, infine sopprimiamo alberi. Quando il 90% degli scienziati dice una cosa, normalmente ci azzecca. È giunto il momento di modificare il nostro modo di consumare”.

Che cos’è Green Pea?

Terzo progetto imprenditoriale della famiglia Farinetti, dopo UniEuro e Eataly, Green Pea nasce per dimostrare che si può vivere in armonia con il pianeta senza rinunciare al bello.

 

 

 

 

 

 

 

Il tutto racchiuso nel primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del Rispetto. 15.000 m², 5 piani di prodotti sostenibili e rispettosi della terra, dell’aria, dell’acqua e delle persone.

Perché chiamarlo Green Pea? Perché il pisello è rotondo, come la Terra, ed è verde, come vorremmo fosse la Terra.

Perché a Torino? Perchè Torino è una città creativa, dove sono nate un’infinità di cose – il cinema, l’auto, la moda… e che inventa da sempre (e -aggiunge Farinetti– “perché è la grande città più vicina a casa mia”)

Il building di Green Pea è stato progettato  dagli architetti Cristiana Catino, ACC Naturale Architettura e Carlo Grometto, Negozio Blu Architetti Associati. Con in mente l’idea di un edificio resiliente, sostenibile in ogni suo dettaglio, tale da poter respirare e far respirare, in armonia con l’essere umano e con gli elementi naturali. Circondati da oltre 2.000 alberi, piante e arbusti.

Che cosa troveremo dentro?

Di tutto un po’ per muoversi, abitare, vestirsi, per il benessere e il tempo libero. Al pianterreno, Life, le auto elettriche, le energie rinnovabili, l’acqua, i telefonini riciclati che Farinetti vuol far diventare fighi, anche un Green Pea Discovery Museum, con percorsi adatti a tutte le età per scoprire il funzionamento di queste tecnologie attraverso esempi da toccare con mano. Quindi si sale al 1°piano, Home, oltre 40 Partner per la casa, arredi, luci, accessori tra cui Whirlpool, Valcucine, Roda, Gervasoni, Riva 1920, Pianca, Rubelli, Artemide, Driade e FontanaArte. Il secondo è il piano Fashion, con i marchi della moda sostenibile italiana e internazionale come Borbonese, Timberland, Drumohr…  e la sartoria del passato e del futuro, con la avatar factory Igoodi. Il piano 3 è dedicato alla Bellezza con super firme italiane dell’abbigliamento –  Ermenegildo Zegna, Brunello Cucinelli, Herno, SEASE –cosmesi green, dalla Sartoria Cosmetica di Allegro Natura ai prodotti a base di piante della Val d’Aosta del Dottor. Nicola, libri con Feltrinelli, e poi cibo: il Bistrot Pop 100 Vini e Affini, e il Ristorante Stellato Casa Vicina, che da Eataly si è spostato qui. E poi su in alto il Rooftop dedicato all’Ozio Creativo, con l’Alkemy Spa, Cocktail Bar e la prima infinity pool di Torino affacciata sull’arco alpino: l’Otium Pea Club.

La prima infinity pool di Torino affacciata sull’arco alpino. La particolarità sono gli ultimi quattro metri col fondo in vetro a sbalzo nel vuoto: l’Otium Pea Club, curato da To Be srl. Courtesy of ACC, Cristiana Catino e Negozio Blu architetti

Torino come New York? Intanto questo sarà l’unico Green Pea d’Italia. Le altre aperture tutte all’estero, ognuna in una grande città del mondo, da Mosca a Dubai, da Londra a Parigi a Los Angeles. New York compresa naturalmente, parola di Farinetti

 

 

5 Idee Glam per un tour di scoperta

 

 

 

 

Green Pea Discovery Museum. Dove scoprire il motore del futuro a idrogeno di FPT Industrial, il primo satellite ambientale al mondo, Prisma, dell’Agenzia Spaziale italiana, o come funzionano una centrale idroelettrica e il teleriscaldamento grazie a Iren, il geotermico di Geonovis e creare energia green ballando sul pavimento piezoelettrico di Enel X. E lo sapevate che l’Italia è il primo paese al mondo per il recupero del legno e che i devices tecnologici possono essere ricondizionati con Samsung? Uno spazio ludico-scientifico, a misura anche di bambino (Piano 0, Life).

 

Belli ed ecosostenibili i tessuti di Rubelli, storica casa veneziana, da 5 generazioni artefice di sensuali, spettacolari velluti. Fibre naturali –cotone, seta, lino, lana, viscosa – e tessuti tecnici certificati Greenguard Gold (nessun rilascio di sostanze dannose nell’ambiente) e Oeko Tex (non trattati con prodotti nocivi e cancerogeni), più 2 novità green Lollipop, stile anni 50, e Cuba Libre  che rimanda alla pittura cubista, entrambi realizzati con ordito in fibra bio-sourced (prodotta da estratti biologici di semi di ricino) e trama in viscosa ecologica. (Piano 1 Home)

 

L’Oasi Zegna in versione Green Pea. Lo storico lanificio Zegna, 110 anni proprio quest’anno, da sempre è legato con l’Oasi Zegna, eden di verde nelle Alpi Biellesi, il luogo dov’è stato fondato il lanificio. Massima attenzione all’ambiente con gli abiti realizzati con tessuti #UseTheExisting, materiali naturali e tecnici, sviluppati con processi innovativi, provenienti da fonti preesistenti, per un mondo a zero sprechi. Più un servizio Made to Measure, e prodotti fatti a mano, in collaborazione con la comunità di San Patrignano e un’esclusiva collezione di plaid OASI Zegna in cachemire #UseTheExisting. Più un percorso unico nell’ OASI Zegna riprodotta in scala sulla terrazza accanto alla boutique e abitata da 14 specie botaniche diverse (Piano 3, Beauty)

 

 

La grande bellezza green. Anche i prodotti di trattamento viso e corpo sono sostenibili, da Green Pea. C’è il laboratorio a vista di Allegro Natura preparati bio-ecologici su misura per prodotti personalizzati. Ci sono i prodotti di Alkemy (che gestisce anche la spa sul tetto), dalla linea a base di alghe lavorata sotto le influenze lunari al nuovo fluido viso Vita a base di olio di baobab, in esclusiva qui.
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Courtesy of Allegro Natura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E c’è la linea Dottor Nicola a base di piante della Valle d’Aosta creata espressamente per Green Pea, compresa la crema Radiosa che protegge dalla luce blu di pc e smartphone (Piano 3, Beauty).

 

 

Più di cento etichette, e una continua ricerca sul prodotto, sulla filiera e sul servizio. L’offerta di 100 Vini e Affini (con la regia di Davide Terenzio Pinto e il bartender Michele Marzella) parte dalle colazioni, con una selezione di caffè Vergnano (anche filtrati) e di tè con attenzione rivolta a produttori e Territorio; prosegue con i pranzi (da non perdere le tapas) per arrivare all’aperitivo con i liquori cocktail in bottiglia fra cui il Green Bee (ape verde) realizzato proprio per celebrare la nascita di Green Pea e gli hopper spray, , idea di Teo Musso del Birrificio Baladin, 5 di luppolo aromatico e uno di fieno delle Alpi cuneesi, creati apposta per 100 Vini e Affini.  Rivolte ai più salutisti anche  una scelta di  infusi con erbe di montagna.

E visto che la bellezza è un concetto “grande”, il Piano 3 si estende al Food & Beverage. Imperdibile da 100 Vini e Affini la Baladin organic craft beer, birra artigianale bio creata per Green Pea, con una lattina di alluminio riciclato, totalmente apribile, ecologica e riciclabile, da utilizzare e riutilizzare come bicchiere.

 

Digital Haute Couture

Punta in alto la start up italiana Igoodi, autentica rivelazione di Green Pea. In un mondo sempre più ipertecnologico anche ill fashion si adegua. E al  Piano 2, quello dedicato alla moda, appunto, troviamo una sorta di avveniristico lab-concept-store in cui si è invitati a entrare in una capsula a forma di uovo, chiamata The Gate, rivestita di lamelle riflettenti, alla Star Trek. Qui  vengono prese le misure del corpo attraverso decine di fotocamere digitali ad alta risoluzione, dati che vengono all’istante trasformati in una valanga di pixel che danno vita a un Avatar, (il nostro io virtuale per dirla con Billy Berlusconi, CEO di Igoodi) o meglio una replica di se stessi, scaricabile direttamente sul cellulare. L’impronta biomorfa che ne consegue può avere numerosi utilizzi, ma in primis permette di avere un abito su misura, ‘cesellato’ alla perfezione sul nostro corpo  come solo un sarto di haute couture sarebbe stato in grado di fare: sarà sufficiente inviarla a un fashion brand online a cui affidare l’incarico della realizzazione del prototipo in 3d. 

Benvenuta Digital Haute Couture!

( didascalie e testo Igoodi a cura di albert valloni )

 

 

Guarda il video:

 

https://www.greenpea.com/

@greenpeaofficial

#fromdutytobeauty #greenpeaofficial

#negoziobluarchitetti

foto di copertina: Courtesy of ACC, Cristiana Catino e Negozio Blu architetti