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Capodanno 2026? Festeggiatelo con brindisi dal piglio inedito!

Courtesy of Pixabay.com (Clker-Free-Vector-Images)

NG Speciale Natale

NG Wine

NG Primo Piano

by Dario Bragaglia

December 30, 2025

Dalle più belle colline piemontesi, una selezione di vini (con un ospite a sorpresa) per brindare alle feste di fine d’anno!

Spaziamo da un bricco all’altro nel Monferrato: dalle prime colline che affacciano, a nord, sulla valle del Po; fino al territorio di Nizza dove, nel vento, già si sente il profumo del mare. Un territorio vasto e variegato, meno affollato di altre zone vinicole del Piemonte. Da scoprire per i suoi vini, i suoi paesaggi, la sua cucina. Questo è solo un breve assaggio. C’è tanto da vedere, da degustare, da gustare.

L’antico stendardo della città Nizza Monferrato

 

Spumante Rosé Extra Dry Metodo Martinotti (Azienda Agricola Pianfiorito)

Le uve, raccolte a mano, mentre le bucce restano a contatto del mosto a conferire quella tipica tonalità rosata. Alla sapiente fermentazione alcolica, grazie a lieviti selezionati e al tempo -oltre  al tocco finale di mosto dolce una volta travasato nell’autoclave-, si deve il merito di un grande spumante.

Stappare questo spumante metodo Martinotti, è l’occasione per conoscere una bella realtà agricola di Albugnano, (definito il balcone del Monferrato per il suo splendido belvedere costellato com’è di belle case padronali del Settecento) in provincia di Asti. La famiglia Binello oltre ai vini produce frutta e verdura e alleva bovini di razza piemontese. Molto apprezzato anche il ristorante dell’agriturismo, con un menù schiettamente piemontese e una terrazza con vista panoramica impareggiabile. In cantina troverete, fra le altre, bottiglie di Freisa, Barbera, Bonarda, Malvasia di Schierano, i vini tipici di queste prime colline monferrine, equidistanti da Asti e Torino. Albugnano è anche la terra dove, da secoli, si coltivano uve Nebbiolo.

 

Un vino che trascorre 18 mesi in piccole botti di rovere prima di raggiungere un sapore corposo dai sentori di frutti rossi, particolarmente adatto alle grandi portate di carne.

LAlbugnano DOC 549 La Carpinella è il cru dell’azienda: un vino ricco e importante, maturato 18 mesi in piccole botti di Rovere, dal sapore pieno che si presta bene agli abbinamenti con i grandi piatti di carne piemontesi. Tornando allo spumante, bisogna ricordare che i toni rosati gli derivano dai grappoli di Nebbiolo (80%) e Barbera (20%). In degustazione si apprezzano i sentori di frutti rossi, una giusta acidità, la spuma cremosa, il perlage persistente che ne fanno un vino adatto all’aperitivo o da abbinare con antipasti di pesce e crostacei o primi piatti delicati.

 

Courtesy of Pixabay.com (Addesia)

 

Filari Corti Moscato d’Asti (Azienda agricola Carussin)

LAzienda agricola Carussin, a San Marzano Oliveto, sulle colline fra Canelli e Nizza Monferrato, è anche una fattoria didattica. Bruna Ferro (esponente di una famiglia giunta alla quinta generazione di ‘vignerons’) è appassionata di asini: ne alleva diversi e con loro ha un rapporto speciale che è felice di condividere, anche solo per qualche momento, con chi visita la cantina, dove a condurre le danze è il marito Luigi Garberoglio. Non è casuale che uno dei vini per cui l’azienda Carussin è conosciuta si chiami Carica l’Asino.

Nome curioso per un vino che evoca le fatiche di quest’umile animale, che sul dorso trasportava il carico di uve, provenienti da filari coltivati su ripidi pendii collinari.

Sì, avete capito bene! Si tratta di un raro vitigno piemontese: sembra che il nome derivi dai pendii scoscesi in cui veniva coltivato. Data la pendenza, durante la vendemmia era necessario utilizzare gli asini per portare le uve in cantina. Per brindare, ci affidiamo, invece, a una classica tradizione piemontese. Quella di aprire una bottiglia di un prodigioso  Moscato.

Colore paglierino, gusto dolce ma delicato, leggermente aromatico, dal nome ironico Filari Corti. (Un Moscato ben selezionato per l’alternarsi di brindisi sotto le Feste). In realtà, vista la conformazione del terreno, i filari sono extra lunghi, e si estendono anche per 200 metri.

Bassa gradazione (5,5%), profumi fruttati, bel colore giallo paglierino, gusto dolce e leggermente aromatico: sarà un vino che piacerà a tutti. Il nome “Filari corti” è, in realtà, uno modo ironico per ricordare che le uve crescono su filari lunghissimi, anche 200 metri, impiantati in questo modo a causa della particolare conformazione del terreno. L’abbinamento classico è quello a fine pasto con i dolci, ma un sorso di Moscato andrà bene per qualsiasi momento conviviale.

Courtesy of Pixabay.com (ninikvaratskhelia)

La Court Nizza DOCG  Riserva (Michele Chiarlo)

Colore purpureo, riflessi rubini. Ampio, intenso, elegante con note di amarena, cacao, caffè. E’ un vino di grande struttura, fresco, vellutato dal finale lungo e setoso

La Tenuta La Court di Castelnuovo Calcea (Asti) è stata acquisita dalla famiglia Chiarlo nel 1995. Sono passati trent’anni e questo corpo unico di oltre 20 ettari continua ad essere il cuore della produzione del Nizza DOCG,  una delle migliori espressioni del vitigno Barbera in Piemonte. Un angolo di Monferrato, con i cipressi che punteggiano la cresta delle colline, che ricorda la dolcezza e la classicità del paesaggio toscano. La tenuta ospita l’Art Park La Court, progetto immaginato e voluto da Michele Chiarlo (scomparso nel 2023) per valorizzare l’incontro tra arte e vino. Visitando, anche in autonomia, questi bellissimi vigneti si incontreranno le sculture di Emanuele Luzzati e le opere di Ugo Nespolo, Giancarlo Ferraris e Chris Bangle. Un modo per comprendere il contesto dove nasce questo Nizza Riserva invecchiato almeno 30 mesi. Un rosso di grande struttura che tuttavia sa mantenere una buona freschezza. Da abbinare con agnolotti al sugo d’arrosto, arrosti, formaggi stagionati.

 

Courtesy of Pixabay.com (Ninikvaratskhelia)

Tenuta Santa Chiara Alta Langa DOCG Brut (Ferraris Agricola)

Luca Ferraris è conosciuto nel mondo del vino per la sua intuizione e tenacia che gli ha permesso di far conoscere, in Italia e nel Mondo, il Ruchè di Castagnole Monferrato. Un vino dalle tipiche note floreali e speziate che lo rende unico fra i rossi piemontesi. La rinascita del Ruchè è stata definita come “un piccolo miracolo enologico italiano”, ma qui, in occasione delle festività, vogliamo segnalare un altro ottimo prodotto di Ferraris Agricola:

Spumante brut d’eccellente qualità (affinato 30 mesi). Deve il  nome alle sue origini: nasce, infatti, in un vigneto dell’Alta Langa a 500 metri d’altezza, dall’incontro felice di uve di Pinot nero e Chardonnay.

 

l’Alta Langa DOCG Brut, il primo metodo classico dell’azienda monferrina, nato a seguito dell’acquisizione, nel 2020, della Tenuta Santa Chiara a Monastero Bormida. Come dice il nome, siamo in un vigneto dell’Alta Langa astigiana, a 500 metri di altezza. Dall’uvaggio di Pinot nero e Chardonnay, affinato 30 mesi sui lieviti, nascono delle bollicine davvero interessanti, ottime al momento dell’aperitivo, o come abbinamento a pesce e crostacei. Ma si può andare oltre e servire a tutto pasto. Cin cin!

 

Courtesy of Pixabay.com (Ninikvaratskhelia).

Selezione del Fondatore. Grappa Invecchiata Paolo Berta (Distillerie Berta)

Ecco l’imbucato! Non un vino ma una grappa adatta per finire, gioiosamente o con un momento di meditazione, il pranzo delle feste. La famiglia Berta si dedica alla distillazione da oltre 75 anni.

Monprà: un grande esempio di una delicata grappa invecchiata dall’aroma insieme leggiadro ma definito. L’espressione di un grande liquore e di una grande passione artigianale.

Oggi sono una realtà aziendale apprezzata a livello internazionale ma il fulcro dell’attività è ancora Mombaruzzo, in provincia di Asti, dove hanno sede le cantine per la produzione della grappa. Da alcuni anni, oltre alla tradizione della distillazione, si è aggiunto un laboratorio di pasticceria dove si producono i famosi amaretti morbidi di Mombaruzzo e il bellissimo museo aziendale, da poco rinnovato. Molta importanza è dedicata anche all’hospitality con diverse strutture storiche acquisite nel corso degli anni dalla famiglia Berta. Tra le etichette più celebri spiccano le grappe invecchiate della linea Selezioni, affinate in botti di legno per sviluppare una straordinaria complessità e profondità di gusto.

Un dono per il palato molto ricercato dagli intenditori di grappa: questa inimitabile Selezione del Fondatore Paolo Berta. Dalla presentazione molto ‘soigné’.  

Tra queste il gioiello della casa: la Selezione del Fondatore Paolo Berta, una grappa di nebbiolo e barbera custodita vent’anni in tonneaux, creata in onore del capostipite dell’azienda.