NG Primo Piano
NG A Tutto Sci
by Albert Valloni
March 25, 2026

Chi se l’aspettava il grande ritorno della montagna a primavera? Eppure le stazioni sciistiche con piste in quota, sopra i duemila metri, sono ancora in piena attività. Specie a Laax nei Grigioni, (il più grande cantone svizzero in cui si parla principalmente tedesco) dove di neve, lungo i pendii del ghiacciaio Vorab a 3000 metri di quota, ce n’è ancora a sufficienza per la felicità degli sciatori. Che sanno di poter contare non solo su piste battute, già alle prime ore dell’alba, ma anche su impianti di risalita di ultima generazione, come quelli alimentati da pannelli fotovoltaici e dalle linee avveniristiche. Un esempio? La seggiovia a sei posti firmata Porsche Design. Ma ad attenderli è anche la super-novità dell’ anno, ovvero il primo sistema di Ropetaxi del mondo (finalmente completato) che consente, pigiando un semplice tasto, di giungere direttamente alla stazione desiderata, senza effettuare cambi. Accade nel comprensorio limitrofo di Flims, patrimonio dell’Unesco.
A Laax (che vuol dire laghi in romancio), si viene, non solo per sciare, ma anche per assistere a DJ set internazionali, approfittare della buona cucina, regionale e non, una scelta che spazia tra ben trentacinque ristoranti; scoprire cocktail-bar alla moda (Indy Bar, Legna Bar a Flims), e partecipare a dei party a tema che si trascinano sino all’alba come accade spesso al Riders Club, all’interno del Riders Hôtel, tra i più gettonati dai Golden Boys dello snowboard; oppure per mescolarsi tra gli habitués dei lounge-bar, trasformati in club, dove accade spesso di ascoltare giovani cantanti o di assistere a jam session improvvisate.
Insomma, nonostante la data avanzata sul calendario, a Laax è ancora tempo di movida-sulla-neve, uno stile di vita, questo, che ha fatto proseliti lungo tutto l’arco alpino che si estende dalla Francia al Belgio (dove non nevicava da anni in questa stagione), sino all’Austria.

Arrivare a Laax, nella mecca di snowboarder e freestyler, è più semplice di quel che si pensi. Bastano circa tre ore di viaggio in auto da Milano in direzione Como-Chiasso; una volta oltrepassato il tunnel del San Bernardino, si prosegue sull’autostrada A13 seguendo le indicazioni fino a Reichenau per poi inforcare la Strada 19 in direzione Crestas-Tuleu con uscita nella rinomata località sciistica.
E quale migliore happy-ending alla lunga stagione sciistica invernale di una breve fuga sulle montagne svizzere?
Si è ancora in tempo per approfittare dell’ultima neve di primavera e per godere di belle giornate di sole e di sci su piste in quota dalle condizioni ancora ottimali, da cui si apre una vista a dir poco spettacolare sulla chiostra delle montagne. Mentre i fans del freestyle, la moltitudine di giovani che affollano gli snowparks ad ogni ora del giorno, apprezzeranno sicuramente la neve più morbida, tipica del pomeriggio e in gergo chiamata ‘slush‘, perché consente un appiglio migliore sulle lamine degli snowboard durante le spettacolari evoluzioni.

Ma il bello di Laax non si ferma certo qui. E lo si trova in quella particolare atmosfera che si respira ovunque, e non solo sulle piste; un mix di euforia e di adrenalina, sostenuta da un bombardamento continuo di immagini di snowboarder alle prese con salti e piroette avvincenti che vengono trasmesse a ritmo continuo su piccoli e mega schermi della stazione. Si ha come l’impressione di vivere in un gigantesco set cinematografico. Ci si sente tutti attori-protagonisti di una grande sceneggiatura ambientata sulla neve. E così, del resto, che l’ha immaginata, Reto Gurtner, sin dall’inizio degli anni Ottanta, quando ereditò dal padre alcuni impianti di risalita di Crap Sogn Gion. Col tempo è riuscito a trasformare una semplice stazione sciistica alpina della Svizzera, alquanto sconosciuta, in una sorta di Venice Beach delle nevi, dove il divertimento non tramonta mai.

Grazie a un’inventiva notevole e a numerosi investimenti privati, ora Laax è diventata iuna meta prediletta di snowboarder, freestyler, riders e sciatori di ogni livello e di tutte le età, che ora apprezzano quell’inconfondibile stile di vita giovane, ultra-dinamico e disinvolto. Che ricorda, appunto, la comunità dei surfer di San Francisco, a cui Gurtner si è ispirato sin da giovane per realizzare il suo ambizioso progetto.
Ma la principale attrazione, inutile negarlo, restano i 224 chilometri di piste, comprese quelle di Flims e Falera, che fanno di Laax uno dei comprensori più grandi di tutta la Svizzera. Si scia su un versante esposto a sud-est,(quindi molto soleggiato) lungo un dislivello che varia dai 3018 metri del ghiacciaio del Vorab ai 2000 metri di Flims: mille metri in pendenza con discese blu e rosse poco impegnative. Anche se non mancano le nere per sciatori provetti.

L’ideale è iniziare sul presto per approfittare al meglio della giornata. Sci o snowboard in spalle, si sale sulla teleferica Laax per raggiungere Crap Sogn Gion a 2252 metri di quota, dove pulsa il cuore della stazione: un vero e proprio ‘hub’ da cui si dirama tutta una rete di cabinovie, ovovie e teleferiche, per un totale di 30 impianti.

Qui si staglia la sagoma imponente del Gaalaxy, celebre bar-ristorante-ostello di tendenza, dall’allure retro-futurista a forma di nave spaziale tipo Star Wars, dove freeriders e snowboarders si incontrano a tutte le ore; del resto, nei dintorni, si trovano ben cinque Snowparks che mettono insieme 90 ostacoli; ogni impianto ha la sua personalità ed è adatto a ogni livello di sciatore: chi è alle prime armi sceglie di varcare l’ingresso del Begginer; mentre i più esperti preferiscono puntare sul Whoop-de-doo, (termine derivato da un’espressione inglese) dalle piste ondulate e ricche di dossi. Chi possiede, invece, un livello intermedio si dirige verso l’lls Plauns, mentre chi è alla ricerca dello snowboarding-estremo trova pane per i suoi denti al P60: la sua pista è lunga circa un chilometro ed è attrezzata di rail, box slides, pareti piramidale, tubi industriali e di una Pro-kicker-line-olimpionica caratterizzata da rampe per fare salti e manovre. E che dire della Super Pipe, all’interno dell’arena NoName? Solo osservandola si resta a bocca aperta: 200 metri di lunghezza per 22 di larghezza. Le pareti che la contengono disegnano una muraglia alta circa 7 metri (6,90 per la cronaca). Cifre da record, tanto che rendono l’impianto di half pipe, non solo il più grande ma anche il più invidiato del mondo.

Chi, invece, predilige lo sci o lo snowboard a scena aperta, sullo sfondo di un panorama mozzafiato, non ha che l’imbarazzo della scelta in quanto a piste: da non perdere, per esempio, il tracciato numero 66 che da Crap Sogn Gion porta a Plaun, ideale per il carving del mattino.

Non mancano percorsi più impegnativi sul Vorab. Che si raggiunge, è bene ricordarlo, attraverso l’avveniristica Gondola Vorab ( cabinovia utramoderna a dieci posti, dai finestrini panoramici) che collega Crap Masegn (2478 mt) a Fuorcla (2150 mt) affrontando un salto nel vuoto per poi risalire al ghiacciaio a 2573 mt, ondeggiando tra le due sommità, da cui ha origine il suo nome. Ma per raggiungere la vetta del Vorab a 3018 mt., ci si affida a un vecchio modello di skilift ad ancora, una vera chicca per sciatori nostalgici, che dà accesso ai pendii più ripidi alle spalle del ghiacciaio, questi poco esposti al sole e molto amati dai freerider esperti. Che possono ancora contare a primavera inoltrata su ben 123 cm di neve fresca. L’ideale per affrontare una celebre pista rossa che inizia sullo sfondo di un paesaggio alpino roccioso per poi terminare nella verdeggiante foresta di pini a Flims. Con i suoi 14 km è considerata una delle piste tra le più lunghe e belle di tutta la Svizzera. L’alternativa, per i più impavidi, è scegliere di affrontare una nera (ma occorrono gambe allenate e una tecnica di tutto rispetto), come quella che s’inoltra sino al villaggio isolato di Rushein Ladir, e che viene descritta come una pepita dagli intenditori. Altra esperienza da non perdere è il Porsche Lift, una seggiovia a sei posti che collega Lavadinas a Fuorcla Sura e offre una vista spettacolare sulle montagne, che si apprezza ancor meglio dalle seggiole capaci di ruotare di 45 gradi dopo la partenza dal fondo valle. Anche chi cerca il fuori-pista lo trova nell’itinerario 77 (Vorab Pign) accessibile dalla sommità del ghiacciaio. E’ adatto per chi ama le sensazioni forti ma prive di rischio: le piste infatti sono messe al sicuro grazie ad esplosioni di neve controllate per evitare rovinose slavine. E in più, a maggiore tutela degli sciatori, il percorso è contrassegnato da bandierine gialle.

Ma Laax non è solo Sci & Snowboard. Diverse sono le attività all’aperto e indoor. Chi desidera trascorrere una giornata particolare sulla neve puo’ sempre optare per una ciaspolata in un contesto davvero incantevole, ovvero lungo un percorso ad anello tracciato all’interno del comprensorio dell’Arena Tettonica Sardona (o Welterbe Sardona), patrimonio dell’Unesco.

Vi si accede dalla località Flims (a 1100 metri) da dove parte la cabinovia FlemXpress, una sorta di sistema innovativo definito taxi-delle-montagne che consente di giungere direttamente alla stazione prescelta senza effettuare fermate intermedie. E’ sufficiente premere un pulsante su schermo tattile, alla partenza della cabinovia, per selezionare una delle stazioni di fermata, scegliendo tra Foppa (a 1400 mt), Startgel (a 1700 mt, nel pieno cuore delle piste), Segnes (a 2100 mt, punto di biforcazione), Nagens Sura (a 2300 mt, punto da cui si accede all’anfitearo Sardona) e la più recente delle stazioni, inaugurata quest’inverno, di Cassons-Ils Cugnes a conclusione del tragitto (che è anche il punto più alto a 2500 metri). Un padiglione espositivo (il Besucherpavillon) all’uscita della stazione di Sardona spiega attraverso gigantografie, pannelli e infografiche, come rocce antiche (di 250-300 milioni di anni) siano slittate sopra rocce più giovani (di 35-50 milioni di anni) durante la formazione delle Alpi. Uno scontro titanesco che appare in una linea di demarcazione molto ben definita tra i due tipi di roccia appartenenti alla placca africana (più giovane) e quella euroasiatica (ben più antica). Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, si organizzano tour accompagnati da geologi.

Rientrati a Laax si può sempre far tappa, anche solo per curiosità, alla Free Style Academy dove piccoli snowboarder crescono. E’ un impianto unico nel suo genere, completamente indoor, con ampie piste elicoidali per l’allenamento in skateboard (disciplina sportiva inventata in California negli anni ’50) antesignana della tavola da sci. Qui gli atleti imparano in tutta sicurezza e seguiti da insegnanti preparati, la tecnica di svariati ‘tricks’ (evoluzioni) attraverso salti e manovre.

L‘alternativa a una giornata a Tutto Sci è una bella passeggiata nella foresta ma sospesi nel vuoto. Un’esperienza possibile grazie al percorso chiamato Senda dil Draguns (nella foto in alto). La passerella in assi di legno nodoso (vi si accede passando da un tornello dopo aver mostrato il biglietto) si snoda lungo un percorso di 1,5 chilometri, sfiorando le creste degli alberi, ad un’altezza vertiginosa di oltre venti metri, per uno sguardo privilegiato sul bosco.

Il processo di rigenerazione, dopo intense giornate trascorse sugli sci, continua alla Spa del Signina Hôtel. Albergo dalla lobby stile ‘funny’ (c’è anche un modello di Cinquecento) ispirata alla pop culture, ma la sua particolarità è una piscina al suo interno dai getti d’acqua, molto energici, che sferzano e ritemprano le energie del corpo. Si può completare il percorso di rigenerazione nelle diverse saune: da quella bio a quella finlandese al bagno turca. Per poi trovare il coraggio di tuffarsi nelle gelide acque di una vasca di reazione.
Ami Sabi, il mago, trasforma Laax in una Wonderland sulle nevi, ideale per le famiglie con pargoli.
LAAX è particolarmente amata in Svizzera dalle famiglie che affidano i loro pargoli all’Ami Sabi Snow Wonderland, fantasiosa area didattica guidata dal simpatico mago Ami Sabi. E’ un vero e proprio Kindergarten dove i frugolotti apprendono i primi rudimenti dello sci partecipando a una serie di lezioni giocose sulla neve. Incentivati dagli istruttori che conferiscono un piccolo premio-ricordo ai mini-sciatori a ogni livello superato. L’intrattenimento è garantito in pista e fuori dalle piste. Molte famiglie scelgono Laax perché riserva loro un trattamento di favore, grazie a skipass di gruppo, pacchetti di sci e attività al coperto della Freestyle Academy.
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