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Gusto spigliato e ingredienti primaverili, anzi ‘Treblasé’!

NG Primo Piano

NG Cocktails

by Barbara Ronchi della Rocca

April 22, 2026

Oggi lo Spritz ha conquistato la generazione Z di tutto il mondo, ma è ad alto rischio di noia, nonostante stia cercando di rinnovarsi con nuovi ingredienti. E anche la nuova scuola dei drinks salutisti a basso contenuto calorico, che spopola tra le top model di New York, fallisce miseramente l’esame del sapore, come ben sa chi ha assaggiato lo smoothie  a base di barbabietola e aglio, che oltre a tutto  lascia un alito stile post bagna cauda. Mentre il beneamato vermut lo considera un cordiale d’altri tempi. E non basta un Salone tematico, come quello di Torino, per ringiovanire la sua immagine e soprattutto il suo gusto.

Un aperitivo è molto di più di un liquido  in un bicchiere: è entrare in un rito tutto italiano  – ma ormai universale, e infatti il  26 maggio si festeggia il  World Aperitivo Day, scritto proprio così – un gesto semplice che può diventare stile, addirittura cultura.  Le nuove tendenze “all’italiana” parlano di leggerezza, ma anche di un ritrovato interesse per le essenze botaniche come  chiave per uscire dagli schemi dell’aperitivo tradizionale   – non così ovvio e scontato, ammettiamolo.

Come il Treblasé, un “liquore aperitivo” con le note alpine della genzianella, agrumi mediterranei (tipo l’arancio amaro di Calabria), galanga, macis, vaniglia, zenzero,  sambuco e altre prelibatezze floreali (un ‘ramage’ di quattordici botaniche). L’idea di usare questo liquore per dare una nota floreale che non sia il  (troppo) dolce sambuco ne fa un’ottima alternativa allo Hugo, e ne basta un poco nell’ acqua tonica per renderla più gradevole e dissetante. Anche i boomers ancora legati al rito ottocentesco del vermut ci  troveranno un ottimo ingrediente per rendere un po’ più nuovo lAmericano, che dopo cento anni tondi merita di essere modernizzato. E poi ha lontane origini torinesi, legate alla famiglia Bosso, originaria di Frinco d’Asti nel Monferrato, che, fino agli anni Settanta del Novecento ai Docks Piemontesi di corso Dante a Torino, sulla linea Torino-Genova, produceva e commercializzava una selezione di liquori, amari e sciroppi, tra cui l’Amaro Cervino, l’Amaretto, l’Elixir China e la Genzianella, “liquore da infusi vegetali”. E che oggi sceglie di tornare in auge con le sorti di ‘Treblasé’.

Ma per favore, qualunque sia la mistura scelta, niente “cocktail-to-go”: ogni esemplare di bere miscelato merita di essere gustato da seduti, chiacchierando, senza fretta, con un’aria  “très blasé” come canta Paolo Conte – che con i suoi “Lupi spelacchiati” ha ispirato il nome di questo  liquore tutto astigiano come lui. E come tale, uno dei primi, a gustarlo all’ora dell’aperitivo.