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by Dario Bragaglia
Turin, July 4, ’26
DARIO BRAGAGLIA
Prima di Berlino c’era Potsdam. A poco più di 30 chilometri dalla capitale federale, il capoluogo del Brandeburgo è citato sui documenti fin dal 993. Oggi è una destinazione molto apprezzata dai Berlinesi, e non solo, in cerca di tranquillità fuori dal tumulto della metropoli. Circondata da parchi, foreste e laghi, Potsdam ha tutte le carte in regola per offrire relax nel verde e, al tempo stesso, un ricco scenario culturale. Chi cerca una meta, o meglio un’oasi, non lontano da Berlino, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, è avvertito: due giorni a Potsdam saranno ben spesi e pieni di luoghi da visitare.

Il centro storico rinato dalle ceneri
L’Alter Markt, la piazza del vecchio mercato, è il punto da dove partire per capire la rinascita di Potsdam nel secondo dopoguerra, poi completata con la Riunificazione, a seguito della caduta del Muro (1989). La scena è dominata dalla Nikolaikirche, la chiesa di S. Nicola, che con la sua immensa cupola si ispira alla londinese St. Paul Cathedral.

Insieme al Palazzo Barberini (sede di mostre) e al Landtag, la sede del Parlamento regionale, formano un’unica e sorprendente visione neoclassica, coronata dall’obelisco alto 16 metri. Passando accanto al Filmmuseum ospitato nelle ex scuderie del Palazzo Reale scopriremo che Potsdam è stata la prima capitale del cinema tedesco e ancora oggi ospita molte produzioni importanti. Il perché lo comprendiamo facilmente entrando in Neuer Markt, la piazza circondata da edifici neoclassici di armonica bellezza ricostruiti dopo le distruzioni subite con i bombardamenti della RAF nel 1945. Scenario perfetto per girare film storici.
Vita animata attorno a Brandenburger Strasse
Andando indietro nel tempo, dobbiamo infatti immaginare Potsdam come una Versailles prussiana, non solo per la presenza del complesso di Sanssouci che andremo presto a visitare. A partire dal 1660 Federico Guglielmo (1688-1740) decise di attrarre qui la nobiltà e Federico II il Grande (1740-1786) la scelse come residenza reale.

Passeggiando verso il Potsdamer Mitte incontreremo meno edifici monumentali ma un insieme di stradine, molte pedonalizzate, che ospitano caffè, ristoranti, gallerie d’arte, librerie, negozi di souvenir. Un quartiere molto piacevole che ha il suo asse centrale in Brandenburger strasse al fondo della quale ci fa da riferimento la Brandendenburger Tor, l’arco trionfale in stile romano voluto da Federico II per celebrare la vittoria nella guerra dei Sette Anni (1770). L’arco ci immette nella graziosa Luisenplatz che a sua volta separa la città storica dal complesso di Sanssouci.
Sanssouci, la residenza preferita dei Kaiser prussiani

Come suggerisce il nome, questa enorme area di 300 ettari unisce natura ed edifici monumentali, proponendosi come un luogo dove lasciar svanire le preoccupazioni e concedersi alla bellezza. Risultato del lavoro, nei decenni, di équipe di paesaggisti e architetti fra i quali Peter Joseph Lenné, Karl Friedrich Schinkel e Ludwig Persius. La sola visita a Sanssouci merita un’intera giornata per la grandezza del luogo e la moltitudine di palazzi, chiese, castelli da visitare. L’ingresso principale è l’Obelisk Portal.

Di qui ci si immette sul viale principale lungo 2,5 chilometri che taglia a metà il grande parco (26 mila alberi, 36 fontane) e termina al Neues Palais visibile sullo sfondo. È il classico itinerario seguito dalla maggior parte dei turisti perché qui si incontrano alcune delle principali curiosità: la Grotta di Nettuno, la Bildgalerie (con una splendida collezione di quadri), il Castello Sanssouci, la Grosse Fontäne, e un po’ più defilati l’Orangerie e la Drachenhaus, una piccola pagoda con il tetto ormato da sei draghi in rame dorato.

Il nostro suggerimento è quello di entrare nel complesso di Sanssouci da un ingresso più defilato e tranquillo per incontrare subito la Friedenskirche, la chiesa della Pace, edificio ottocentesco che riprende lo stile di una basilica paleocristiana. La chiesa affaccia sul romantico Friedensteich, il laghetto della Pace e l’insieme forma un angolo ispirato all’architettura italiana di cui gli imperatori prussiani erano ammiratori.

Un susseguirsi di dacie russe e casette olandesi
Questa commistione di stili e di culture è una delle caratteristiche della capitale del Brandeburgo, tanto che qualcuno ha suggerito che a Potsdam ci si può sentire contemporaneamente in Italia, in Russia e in Olanda. Uscendo verso nord dal centro storico e oltrepassata la Neuener Tor si incontra Alexandrowka, un quartiere russo costruito in onore dello zar Alessandro I che aveva sconfitto Napoleone. Case rivestite di tronchi di legno, come vere dacie russe, che ospitano ristoranti, musei e ricordano l’antica amicizia fra il Kaiser e lo Zar.

Tornati indietro di pochi passi si incontra l’Holländisches Viertel, il quartiere olandese e qui ci sente come ad Amsterdam. La zona è oggi una meta turistica molto apprezzata per la ricchezza dell’offerta gastronomica, i tanti negozietti e la tranquillità delle sue strade su cui affacciano le caratteristiche casette in stile fiammingo.

La gita in battello sul lago
Prima di lasciare Potsdam, per comprendere appieno lo spirito e la storia della città, bisogna imbarcarsi per una crociera su un battello storico a vapore come il Gustav costruito nel 1908.
Sì, perché Potsdam è anche città d’acqua, attraversata dal fiume Havel che a nord e a sud del centro storico forma dei grandi e suggestivi laghi. Navigando verso nord si incontra prima il Tiefer See con sulla destra il grande Babelsberg Park, disegnato da Peter Joseph Lenné, paesaggista conosciuto per aver creato i più bei giardini di Berlino. Qui si trova lo Schloss Babelsberg, ideato da Karl Friedrich Schinkel, il principale architetto del Neoclassicismo tedesco. Oltrepassato il Glienicker Brücke si entra nel grande Jungfernsee. Durante il periodo della Guerra fredda, il ponte segnava il confine fra la DDR (lato Potsdam) e i territori attorno a Berlino controllati dalle potenze occidentali. Sul ponte avvennero numerosi scambi di spie fra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Episodi raccontati in un famoso film di Steven Spielberg, protagonista Tom Hanks, intitolato appunto Il ponte delle spie (2015). Per restare in tema, a poca distanza si trova lo Schloss Cecilienhof, il castello dove nel 1945 avvenne la famosa Conferenza che riunì attorno a un tavolo Stalin, Truman e Churchill. Le loro sedie sono ancora esposte in questo luogo dove è passata la storia recente dell’Europa.
Info: potsdam-tourismus.de
