Voglia di slitta!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

By Sauro Scagliarini

 

Concedersi un week-end tra amici sulle Dolomiti all’insegna del sano divertimento, inseguendo quell’atmosfera goliardica stile vacanza scolastica? Niente sci questa volta, dall’alba al tramonto, ci siamo detti, la stagione del resto volge lentamente ma inesorabilmente al termine, e ne abbiamo decisamente approfittato, perché allora non provare qualcosa di più insolito ed emozionante, come sfrecciare in discesa su una slitta?

Intendiamoci, non quella in stile vintage tirolese, in legno intarsiato con tanto di cuscini in paglia, piuttosto uno slittino sportivo ultramoderno,  tutto forme aerodinamiche, telaio leggero in alluminio, seduta in nylon, pattini in acciaio inox, di quelli che inquadrano durante le riprese televisive in occasione delle gare internazionali. E su cui gli atleti, stretti in una tuta ultra aderente in lycra-power, chiamate in gergo Body skating, casco integrale ben calato sulla testa, simili ad astronauti pronti per una missione spaziale, si distendono supini, portando avanti le gambe, per poi gettarsi a capofitto lungo la pista in discesa, raggiungendo, con un controllo assoluto dei muscoli di tutto il corpo, delle velocità folli.  Solo allora capisci che deve essere qualcosa di terribilmente emozionante trasformarsi in un proiettile umano, adrenalina pura che scorre nel sangue, con la pista simile a un nastro veloce di asfalto, da cui si sollevano schegge di neve come impazzite. Dunque le premesse per divertirsi ci sono tutte, e anche la location è niente male.

L’alternativa ecologica allo slittino contemporaneo in alluminio, seduta in nylon e pattini in lamine d’acciaio, è questo modello in legno chiaro, realizzato a mano, che conserva intatto il suo aspetto artigianale.

 

Così decido di lasciare la mia beneamata e placida Bologna con la sua Torre degli Asinelli, e i suoi 498 fatidici scalini, per inforcare la mia BMW 1000 di cilindrata, e,  insieme a un codazzo  di amici, m’infilo in autostrada (per la cronaca sono due tronconi la A22 e la E45) che in meno di tre ore mi congiunge con Bressanone, in provincia di Bolzano, nel cuore delle Dolomiti; la città, di per sé,  val bene un weekend, non fosse altro che per la vista spettacolare sulle montagne,  maestose  ma dal profilo gentile, e per quell’arte dell’accoglienza forte di una cucina tradizionale accompagnata da vini eccellenti, gli stessi, mi dicono i ben informati,  che vengono offerti a volontà direttamente sulla neve e in varie baite ogni sabato di marzo, dalle 10 alle 13, alla presenza di un produttore sempre diverso.

Particolare di uno slittino da corsa.

 

 

 

 

 

 

 

Ed ora eccomi nell’incantevole Val Isarco, particolarmente amata dai turisti (in quest’ultimo periodo soprattutto stranieri dell’Est, dalla Polonia alla Russia), per quel suo comprensorio attraversato da ben 151 km di piste in totale adatte per ogni tipo di sciatore, inclusi i pendii  della Plose, la montagna più alta di Bressanone, solcata da 43 km di piste,  perfettamente innevati, dove appunto stiamo per dirigerci.

 

E’ qui che si trova la celebre pista nera chiamata Trametsch: un unico ‘serpentone’ bianco che contrasta col verde intenso dei boschi, lungo nove  chilometri (e perciò visibile anche dall’autostrada), considerata la più lunga e temibile delle nere delle Dolomiti e persino d’Europa.

 

 

 

 

 

 

 

Vai a sapere il perché, ma nove chilometri è anche la lunghezza della RudiRun, come viene chiamata la pista riservata allo slittino, la più lunga di tutto  l’Alto Adige, con un dislivello di 1000 metri. Tutto ciò, ed è una cosa stupenda, ad appena un quarto d’ora dal centro di Bressanone.

Salendo sulla cabinovia lungo la Plose, si affiancano dapprima alcuni rifugi, le celebri malghe (dimore in legno e pietra adibite a ricovero per i pastori in estate) per poi addentrarsi nel fitto del bosco. I primi chilometri della pista non presentano particolari difficoltà tecniche. Sarà, invece, la seconda parte a dare del vero ‘filo da torcere’ anche agli sportivi più allenati:  del resto questo è un percorso dedicato ai veri amanti dello slittino con tratti che consentono di raggiungere velocità molto sostenute. Scopriremo presto che inclinando il corpo si curva più rapidamente e senza rallentare troppo la corsa. E che se gli addominali sono tonici si possono sempre tenere le gambe alte in avanti, sempre pronte a mordere la neve. Un altro escamotage consiste nel tenere la mano libera dalle redini, fissate in cima allo slittino, al fine di correggere la direzione del mezzo a metà curva se la velocità in discesa si fa eccessiva.

Concedersi una sosta in una delle baite del monte Plose, direttamente sulle piste. Una delle particolarità della Val isarco dove anche la scelta dei vini bianchi è pregevole.

Cosa assai probabile quando la neve è di ottima qualità e perfettamente lisciata, grazie anche all’ausilio di una moto slitta, sempre pronta ad entrare in azione, e a una perfetta programmazione soprattutto in quei punti molto esposti al sole.

 

Patick Pigneter, tirolese, campione del mondo nella disciplina di slittino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benché non sia andato a lezione lo scorso dicembre (e me ne rammarico) dal vincitore della coppa del mondo di slittino su pista naturale, Patrick Pigneter e dal vice campione Alex Gruber, imparo abbastanza in fretta. Basta sollevare appena i piedi che la velocità aumenta fino a quando è consigliabile rallentare, perché scivolare a pochi centimetri dal terreno è una sensazione completamente nuova rispetto allo sci.

 

Un effetto collaterale, se vogliamo, è l’euforia: dopo poche centinaia di metri si schiamazza, si urla, ci si chiama, tutti con un sorrisone stampato in volto come se si fosse alla gita scolastica. Esattamente la sensazione che volevamo provare. Di più:  scatta la bagarre per sorpassare chi ti sta davanti: la pista è stretta e i piedi vanno tenuti alti, bene ricordarselo, ma il contatto gomito a gomito è assicurato e gli schizzi di neve arrivano in faccia. La sfida è a chi frena al limite per affrontare il tornante, magari spingendo l’avversario verso il bordo di neve. Si può fare tutta d’un fiato, ma fermarsi a fare le foto a chi resta indietro prolunga il piacere e si ricomincia con la bagarre…

Sino al 10 marzo era possibile solo di venerdi’, percorrere in slittino Rudirun, in piena notte fonda…L’ultima corsa della telecabinovia era alle undici di sera!

 

 

 

 

 

 

 

 

NB

Lo slittino si può noleggiare sia alla partenza che all’arrivo da www.rentandgo.it per 7 € e con una piccola aggiunta anche il noleggio delle pedule. L’impianto di risalita vende anche il ticket di sola andata, ma a tutti gli ospiti degli hotel di Bressanone e dintorni viene offerta  la www.brixencard.info/it/, una super tessera dai mille vantaggi gratuiti, compresa una andata e ritorno della cabinovia Plose. Info: http://www.plose.org/it/   -tel. 0472 200433- 

I possessori della BrixenCard  potranno  usufruire ogni giorno di un viaggio di andata e ritorno gratis con la cabinovia Plose!

Più indicata per le famiglie (invece della RudiRun) la pista da slittino Rossalm Valcroce oppure su quella che porta a Rifugio Sci. Perché non combinare le varie possibilità per una giornata intera dedicata alla slitta?

 

Guarda il video:

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