home NG Primo Piano, NG Week-end Scoprite la Ruhr con il suo stile archeo-industriale: concert hall, musei a cielo aperto, impianti sportivi e molto altro!

Scoprite la Ruhr con il suo stile archeo-industriale: concert hall, musei a cielo aperto, impianti sportivi e molto altro!

Una Germania insolita quanto suggestiva quella che si presenta agli occhi del turista: splendida la panoramica di Dortmund, una delle città principali della Ruhr, zona mineraria per eccellenza della Germania.

NG Week-end

by Dario Bragaglia

April 27, 2023

Un’area con più di cinque milioni di abitanti e le città – Essen, Dortmund, Duisburg, Oberhausen, Gelsenkirchen, Bochum – che si fondono una nell’altra quasi senza soluzione di continuità, separate solo dagli spazi verdi sopravvissuti a duecento anni di industrializzazione. La Ruhr – lo abbiamo imparato tutti sui banchi di scuola – è stata una dei poli economici più importanti d’Europa grazie alle sue miniere di carbone e alle sue acciaierie.

© Photo Dario Bragaglia. Duisburg, Nord Landscape Park.

Lo sviluppo industriale è andato di pari passo con una crescita demografica esponenziale, prima legata a spostamenti interni, poi all’arrivo dei Gastarbeteir inizialmente dall’est europeo, dall’Italia, dall’area mediterranea e successivamente da Turchia e decine di altri paesi del mondo. Fino a creare un melting pot da far tremare i polsi ai più illuminati degli amministratori. La crisi di quel modello economico arriva progressivamente negli ultimi decenni del secolo scorso: fine dell’estrazione del carbone che diventa più conveniente importare da altri paesi. E anche l’industria pesante viene delocalizzata, lasciando dietro di sé una scia di disoccupazione e di problemi sociali.

© Photo Dario Bragaglia. Essen. Sito di Zollverein

“Che fare dell’immenso patrimonio industriale rimasto inutilizzato? In Germania hanno pensato che potesse essere una risorsa e, con l’aiuto dell’Europa, quegli spettrali altoforni, cokerie, gasometri, ciminiere si sono trasformati in contenitori di cultura, tecnologia, musica, festival, impianti sportivi.”

 

Benvenuti a Essen dove le mastodontiche strutture industriali che datano dell’età-del-carbone si confondono con il paesaggio circostante, in un’atmosfera tra il surreale e lo scenografico.

Un processo di trasformazione che va avanti da una trentina d’anni e che ha almeno due date-simbolo: il 2010 quando Essen viene nominata European Capital of Culture e il 2017 con l’attribuzione del titolo di European Green Capital. Due traguardi eccezionali per una città da sempre identificata con l’industria.

Forme smaglianti: le   parti metalliche di poderosi impianti industriali, tirate a lustro e riportate all’antico splendore, catturano l’attenzione dei visitatori  come installazioni di Industrial Art contemporanea.

Essen situata geograficamente al centro della Ruhr è legata alla storia della famiglia Krupp che dell’epoca del carbone e dell’acciaio sono stati il nome più emblematico. Alla periferia di questa città che oggi conta circa 580 mila abitanti e si vanta comunque di avere una storia più lunga di quelle di Berlino, Monaco o Dresda – anno di fondazione attorno all’850 d.C. – scopriamo il luogo che, per le sue dimensioni e la maestosità, è diventato il biglietto da visita della riconversione post-industriale. Il sito di Zollverein, l’ex miniera dove fino al 1986 venivano estratte migliaia di tonnellate di carbone, impressiona sia di giorno sia di notte con la sua spettacolare illuminazione.

La scala mobile autoportante con una campata di 24 metri progettata da Rem Koolhaas. Un viaggio alle origini dell’estrazione del carbone fatto in passerella.

È entrato a far parte del patrimonio Unesco (unico sito nella regione della Ruhr) fin dal 2001 e oggi, dopo il restauro a cui hanno dato il loro contributo archistar come Norman Foster, Rem Koolhaas (lo studio SAANA ha costruito un nuovo edificio nel 2006), ospita il Ruhr Museum, il Red Dot Design Museum, PACT Zollverein (una residenza artistica dedicata alla danza, alle performance, al teatro) e attira ogni anno un milione e mezzo di visitatori. Già trovarsi davanti all’ingresso del sito di Zollverein merita il viaggio. Le rigorose architetture ispirate alla scuola Bauhaus si fondono con le geometrie verticali degli ex impianti industriali. La scala mobile autoportante con una campata di 24 metri progettata da Rem Koolhaas fa percorrere ai visitatori lo stesso tragitto che compiva il carbone nell’impianto di lavaggio. Nel corso dell’anno, Zollverein è sempre un luogo vivo, ospita l’unica piscina al mondo costruita all’interno di una miniera di carbone, percorsi nel verde recuperato, una pista di pattinaggio, ed è sede di un techno-festival e di tanti altri eventi.

La Grand Hall Zollverein, l’immenso edificio dove i compressori trasformavano il gas in energia elettrica, è diventato lo spazio più importante per eventi live nella regione della Ruhr. Quattromila metri quadrati da cui sono stati smantellate 1800 tonnellate di acciaio e che oggi rappresentano un grande palcoscenico per top-class events, concerti, presentazioni che rendono viva la Grand Hall per 150-200 giorni l’anno.

La miniera di carbone di Zollverein è il punto di riferimento della città di Essen.

Zollverein non è che la punta di diamante del circuito di visita al patrimonio industriale della regione che conta una ventina di siti che meritano la visita. Ne presentiamo due molto significativi della storia industriale oggi riconvertita alla cultura e al divertimento.

 

© Photo Dario Bragaglia. Gasometro di Oberhausen dove è  allestita la mostra, Il fragile paradiso.

Il Gasometro di Oberhausen è un vero e proprio simbolo per la città che lo ospita. Costruito negli anni Venti del Novecento è alto 117,7 metri e ha un diametro di circa 68 metri. È stato il più grande impianto di questo genere in Europa fino alla sua chiusura nel 1988. Diventato famoso per aver ospitato due diverse installazioni di Christo e Jeanne-Claude, il Gasometro è sede, fino al 23 novembre, della spettacolare mostra “Il fragile paradiso”. L’attrazione principale è un grande globo che rappresenta la Terra sospeso nel buio all’interno del gasometro e illuminato con immagini che raccontano la fragilità del nostro pianeta. Suggestivo ed emozionante. Da non mancare la salita sul tetto del gasometro: a oltre cento metri di altezza si gode uno dei panorami migliori sulla Ruhr.

 

Il grande parco urbano di Duisburg-Nord Landscape trasformato in un impianto sportivo all’aperto con tanto di palestra di arrampicata sulle spettacolari stutture in cemento nudo e diving center.

Duisburg-Nord Landscape Park (Landschaftspark Duisburg-Nord). Questo grande parco urbano ricavato su una delle più grandi aree industriali della regione (miniere e acciaierie) attrae più di un milione di visitatori ogni anno ed è diventato una delle maggiori attrazioni dell’intero Land Renania Settentrionale-Vestfalia (Nordrhein Westfalen). Gli ex edifici industriali non sono stati smantellati, ma bonificati e rimodellati per ospitare eventi di grandi aziende, festival culturali e diventare scenario per l’industria cinematografica. La notte, ad aumentare il fascino dell’ex distretto industriale, si aggiunge una spettacolare illuminazione degli edifici ad opera dell’artista inglese Jonathan Park.

Fra le curiosità c’è il più profondo diving center artificiale d’Europa ricavato in un vecchio gasometro, tanto che non è raro – quando si passeggia nel parco – fare inusuali incontri con gente bardata di pinne, occhiali e muta da immersioni. Altra attrattiva sono le palestre di arrampicata ricavate sulle alte strutture in cemento e un curioso rifugio del Club Alpino Tedesco posto a soli 26 metri di altezza sul livello del mare. Il parco ha una superficie di 180 ettari quindi si presta bene a escursioni urbane nel verde, sia a piedi sia in bicicletta.

Da segnare in agenda per questa estate gli appuntamenti della Ruhrtriennale, il festival di musica, teatro, letteratura e danza che oltre alla sua location principale nella Jahrhunderhalle di Bochum ha in calendario spettacoli nei principali siti industriali della regione.

 

Info: www.germany.travel ; www.visitessen.de

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